Dal piccolo schermo al monitor

Full Version   Print   Search   Utenti   Join     Share : FacebookTwitter
Kinoko(2020)
00Wednesday, March 17, 2021 10:41 PM
Come è cambiato il piccolo schermo davanti al suo pubblico?

In Italia,la televisione si perfezionò nel 1954: l'attuale Rai si chiamava Programma Nazionale ed era l'unico canale disponibile.
I programmi erano in bianco e nero, divisi tra giorno, dove erano rivolti a tutti,e sera;in realtà la programmazione non copriva le ventiquattro ore e i bambini andavano a dormire abbastanza presto.

Si usava dividere i contenuti per fasce orarie.
Se a una certa ora trasmettevano Lassie, eri lì per quel telefilm e non per altro.
In caso contrario, aspettavi l'orario in cui potevano trasmettere l'Amleto di Shakespeare, interpretato da Vittorio Gassman,per esempio.
Il linguaggio era pulito ed espresso in buon italiano,senza espressioni dialettali; non c'era pericolo di censura, perché i programmi erano censurati preventivamente affinché fossero in linea con un livello di istruzione medio/alto.

Naturalmente, questa mentalità aveva tutti i difetti attribuiti generalmente ai borghesi,al ceto medio:gli stereotipi sulle donne,i pregiudizi sul proletariato, gli omosessuali trasformati in macchietta.....

A parte il varietà,i programmi dal vivo erano fondamentalmente"statici"e si svolgevano nello studio TV per tutta la la loro durata,con interviste, filmati di repertorio,servizi giornalistici.
"Non dirlo! mostralo!"
è l'incitamento che si fa agli attori esordienti: questa è anche la differenza principale tra i generi,quella che perdura ancora oggi, l'azione o la mancanza di azione,il teatro e la tribuna politica i telefilm e la lettura di racconti.
Nel 1955, l'americano Fredric Brown vinse il premio Hugo con il racconto breve"Sentinella";in seguito, si ebbe in Italia una lettura televisiva di questo racconto..... che non poteva essere nient'altro che voce, emozione, drammatizzazione.
Una drammatizzazione teatrale, ammesso che fosse stata possibile, avrebbe demolito il significato stesso della storia.
La forza di"Sentinella"sta proprio nel suo essere opera di finzione letteraria, ritualità del racconto orale.

Negli anni cinquanta,per le due forme principali che ha assunto,la televisione italiana si è trovata a un bivio: mostrare o dimostrare.
Non se ne era del tutto consapevoli,forse, ma col senno di poi è qualcosa che risalta.
Un conflitto simile era emerso solo durante i primi anni del cinema,tra Méliès, l'immaginazione,e i Lumière, l'immagine documentata.

Questa è la versione 'lo-fi' del Forum Per visualizzare la versione completa click here
Tutti gli orari sono GMT+01:00. Adesso sono le 10:03 PM.
Copyright © 2000-2024 FFZ srl - www.freeforumzone.com