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Jaron Lanier,Dieci ragioni per cancellare subito il tuo account social,il Saggiatore 2018

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    Kinoko(2020)
    Post: 42
    Gender: Female
    00 11/24/2021 10:31 PM
    Come difendersi
    Feedback.
    Questa parola, apparentemente semplice, è piena di incognite.
    Se clicco su un video di gattini in un cesto, YouTube mi presenterà altri video di gatti: Garfield,Fritz il gatto, Krazy cat,i gattini di Heidi, What's Michael?ecc.
    Se voto positivo, sarò reindirizzata sulla via dei gatti.
    Anche se voto che non mi piace, verrò reindirizzata su video diversi per un motivo o per l'altro...In realtà, anche se non voto niente ma mi limito a guardare,mi stanno profilando a seconda del tempo di attenzione dedicato a ciascun video.

    In altre parole, non sono io che vado a cercare le cose, è l'algoritmo di YouTube che sì sta adattando ai miei gusti e alle mie opinioni e cerca di propormi cose di mio interesse.
    Se rimango colpita da un video dove affogano dei gattini,lo considera un successo e me ne farà vedere altri!!
    I programmi di questo tipo non comprendono l'indignazione,la rabbia,la tristezza.

    Questo vuol dire che ...
    Tutto ciò che vediamo su Internet è falso.
    Ovunque io volga lo sguardo,ci saranno sempre degli occhiali invisibili sul mio naso, il filtro con cui la Rete cerca di farmi vedere un mondo che assomigli a me.

    Si ha l'impressione di"addomesticare"Internet.
    È il contrario.
    Più tempo rimani lì sopra, maggiori sono le possibilità di guardare cose sbagliate.
    È per questo che i bambini sotto i dieci anni non dovrebbero nemmeno avere la connessione internet.
    Normalmente,chi fa queste affermazioni viene tacciato di oscurantismo perché la Rete dipende dagli inserzionisti;Lanier è comunque meno intransigente di me: suggerisce di staccare l'account come una temporanea forma di protesta,per far sentire la differenza e indurre gli inserzionisti a cambiare i parametri dell'algoritmo.


    L'altro grande problema è l'account.
    Quando diventiamo maggiorenni,ci viene fatta la carta di identità e la patente.In esse sono contenuti i nostri dati, l'anno di nascita,la foto.
    Il rilascio della carta di identità NON comporta la scelta di uno sponsor.
    La Coca Cola non si presenta a noi in qualità di promoter, tessendo le lodi della propria azienda a scapito di un'altra.
    In teoria,lo stesso dovrebbe avvenire col tuo account.
    A nessuno dovrebbe essere permesso avere un account per piattaforma,ma di fatto occorre reiscriversi ogni volta che ci interessa un servizio.
    Il tuo account dovrebbe costituire la tua identità non frammentaria e non falsificabile, proprio come il nome di battesimo, non oscurabile da parte di nessuno.
    Quando è stato il momento di decidere queste cose, si è preferito lasciare tutto alla buona volontà di aziende, Compagnie e singoli.

    Ciò che abbiamo oggi è un Ban sistematico di quegli utenti più nocivi dal punto di vista pubblicitario,non a causa di un particolare comportamento, bensì per le loro idee,per la diversità sessuale o politica,ecc.

    La mentalità che le aziende hanno diffuso in rete è stata abbracciata da piattaforme minori, sicché potresti essere bannato da un sito per esserti rifiutato di sottostare a un comportamento coercitivo.
    A dire il vero, è sufficiente non essere tanto bravi a iscriversi (per esempio creare due account)per essere giudicati fake e bannati a vita.
    Questa violazione dei diritti individuali, inaudita ma comune, sta contribuendo al calo di empatia in epoca contemporanea e ad un preoccupante cambiamento comportamentale.


    Dovrebbe essere consentito un solo account universale per utente, valevole per ogni sito e insindacabile dai privati.
    Sarebbe una gran comodità per tutti e,per l'utente che faccia il furbo, ci sarebbe una gran differenza tra non poter entrare in eBay (per esempio)e non poter accedere a NESSUN servizio Internet.
    Una scelta di questo tipo andava fatta dal principio,ma già allora apparve poco redditizia.Il commercio e l'economia, quindi, gestiscono i nostri rapporti personali.




    È un libro scritto da uno che ci ha lavorato (informatico, giornalista, saggista),per cui ha una conoscenza diretta delle cose.
    È un libro recente (2018) che in questo campo è importante,ed economico (dieci euro nuovo).
    Se questo libro vi piace, cercate anche il documentario "The Cleaners, quello che i social non dicono" (disponibile online e su DVD).
    [Edited by Kinoko(2020) 11/27/2021 10:15 AM]
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    Silvia
    Post: 20
    Gender: Female
    10 11/29/2021 12:41 PM
    Devo aver letto tempo fa un articolo su questo argomento.
    Adesso vado controcorrente ma sui social a me fa piacere vedere cose che potenzialmente possono piacermi (perché basate su algoritmi della mia attività di social).
    Devo però dire che i social io li uso per piacere e non per documentarmi.. quindi penso di avere la situazione sotto controllo...

    Spero
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    Kinoko(2020)
    Post: 42
    Gender: Female
    00 11/30/2021 1:40 PM
    Si,per lo più le persone adulte riescono a gestire la situazione,ma i bambini andrebbero sorvegliati di più.
    Poi c'è il discorso delle persone a rischio di commettere atti di crudeltà o di terrorismo, che nutrendo già delle fissazioni, possono peggiorare,ma è piuttosto lungo e complicato da affrontare in questa sede.
    Quello che andrebbe tenuto presente è il fatto che Internet si regge comunque su criteri commerciali e, finché questo non viene cambiato, difficilmente miglioreremo la situazione.
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    Silvia
    Post: 20
    Gender: Female
    10 12/2/2021 3:27 PM
    Si, è vero.

    E poi c'è anche il fatto che la "spazzatura" attira più visite che la "qualità"

    😖